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SUMMARY:Corso di Doratura e Iconografia - Maggio 2019
DESCRIPTION:Monte Senario Sacro Eremo\nCorso di Doratura e Iconografia Dal 24 Aprile al 3 Maggio\nPer Informazioni:\nGrazia Sgrilli\ngraziasgrilli@tiscali.it \nBruno Wilson\nT. 3203609589
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SUMMARY:Triduo Pasquale
DESCRIPTION:Giorni 18-21: Triduo Pasquale\n• 18 – Giovedì Santo:\n9\,30 – Lectio Divina;\n18\,00- Eucarestia in Coena Domini \n• 19 – Venerdì Santo\, giorno di digiuno e di silenzio:\n9\,30 – Lectio Divina\n15\,00 Via Crucis\n18\,00 celebrazione della Passione del Signore \n• 20 Sabato Santo giorno del grande silenzio:\n9\,00 – Lectio Divina\n11\,00 – Ora della Madre\n23\,00 – Veglia Pasquale \n• 21 domenica: Pasqua di Risurrezione
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SUMMARY:Sabato 13 Aprile - Tesori nascosti di Montesenario
DESCRIPTION:Sabato 13: ore 10.00-13.30 \n\nI tesori nascosti del territorio di Monte Senario.\nFra Stefano M. Viliani\, OSM\, Il dossale di Andrea della Robbia in San Romolo e le altre robbiane del territorio.\nGianni Frilli\, lettore di storia locale.\n“Monte Senario\, la ricchezza della fede in una storia”.\nRoberto Parenti\, La villa di Bivigliano\, prima e dopo la sua costruzione.
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SUMMARY:Pellegrinaggio a Montesenario
DESCRIPTION:Pellegrinaggio a\nMonte Senario\nper iniziare la quaresima\nE’ tradizione che un piccolo gruppo di amici iniziano i tempi forti dell’anno liturgico (Avvento e Quaresima) con un pellegrinaggio a piedi da Campomigliaio a Monte Senario ( 7 km ) \nLa comunità dei frati di Monte Senario desidera mantenere viva questa tradizione\, partecipare attivamente all’organizzazione e dare un’accoglienza fraterna ai pellegrini. \nDOMENICA 10 marzo 2019\nPartenza ore 8\,00 da Campomigliaio\nDurante il percorso ci saranno tre tappe:\n– la prima presso il podere PINZIBERTI;\n– la seconda a Badia di BONSOLLAZZO;\nArrivo ore 11\,00 a Monte Senario\nEucaristia ore 11\,30\nPranzo a Sacco
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SUMMARY:Solennita’ Dei Sette Santi Fondatori
DESCRIPTION:SOLENNITA’ DEI SETTE SANTI FONDATORI DEI SERVI DI MARIA\nDOMENICA 17 febbraio 2019\nSolennità dei Sette Santi Fondatori\nI frati della comunità di di Maria di Monte Senario vi invitano a partecipare alla solenne concelebrazione\ndelle ore 11\,30\nfra Ladislao M. Gonzales -fra Giovanni M. Sperman\nfra Ferdinando M. Perri -fra Maurizio M. Gabellini\nfra Wilson Da Silva M. Bruno -fra Roge M. Tondo\nfra Arockiasamy M. Chinnappan- fra Gerardo M. Hernandez Olvera- fra Floriano M. Zanerini\nVi aspettiamo\nNB I festeggiamenti sono rimandati alla domenica 2 giugno\, festa dell’Ascensione\, giorno in cui si ricorda l’arrivo dei Sette Santi a Monte Senario . \nDomenica 17 febbraio 2019\nSOLENNITA’\ndei SETTE SANTI FONDATORI\ndei SERVI DI MARIA\nTriduo in preparazione alla festa\nGiovedì 14 febbraio ore 20\,30\nla preghiera sarà animata da un gruppo di giovani\nVenerdì 15 febbraio ore 20\,30\nla preghiera sarà animata dalle suore serve di Maria\nSabato 16 febbraio ore 20\,30\nVEGLIA di preghiera animata dalla comunità\n———\nSTORIA\nIntorno al 1233\, mentre Firenze era sconvolta da lotte fratricide\, sette mercanti\, membri di una compagnia laica di fedeli devoti della beata Vergine\, legati tra loro dell’ideale evangelico della comunione fraterna e del servizio ai poveri\, decisero di ritirarsi in solitudine per far vita comune nella penitenza e nella contemplazione. Abbandonata l’attività commerciale\, lasciarono le proprie case e distribuirono i beni ai poveri. Verso il 1245 si ritirarono sul Monte Senario\, nei pressi di Firenze\, dove costruirono una piccola dimora e un oratorio dedicato a santa Maria. Conducevano vita austera e solitaria\, non ricusando tuttavia l’incontro con le persone che\, spinte dal dubbio e dall’angoscia\, cercavano il conforto della loro parola. Diffondendosi sempre più la fama della loro santità\, molti chiedevano di far parte della loro famiglia. Pertanto essi decisero dare inizio ad un Ordine dedicato alla Vergine\, di cui si dissero Servi – l’Ordine dei Servi di Maria -\, adottando la Regola di sant’Agostino. Nel 1888 Leone XIII canonizzò insieme i sette primi Padri. A Monte Senario un unico sepolcro raccoglie insieme le spoglie mortali di coloro che la comunione di vita aveva resi un cuor solo e un’anima sola.\nSAN BONFIGLIO : Padre e guida del gruppo laico e poi Priore della nascente comunità dei Servi di Maria. Viene raffigurato con la colomba bianca che si posa sulla sua spalla destra\, per indicare quei doni dello Spirito Santo di cui ciascuno dei Sette era adornato\, maggiormente manifestato in lui per il suo carisma di Padre del primo gruppo e della comunità poi. Morì\, secondo la tradizione\, il 1° gennaio 1262.\nSAN BONAGIUNTA: Uomo austero verso se stesso\, ma dolce\, amabile e comprensivo verso il prossimo. Anch’egli ricoprì la carica di Priore Generale tra il 1256 e il 1257. Per la sua tenacia difesa della verità e della giustizia\, cercarono di avvelenarlo\, ma fu liberato da Dio. Morì il 31 agosto 1267.\nSAN MANETTO: Anch’egli Priore Generale\, fu uomo di grandi capacità organizzative e direttive\, tanto che si attribuiscono a lui le prime fondazioni in terra di Francia. Fu lui ad accogliere Arrigo di Baldovino\, primo di quella schiera di laici che si aggregò all’Ordine dei Servi. La tradizione pone il giorno della sua morte il 20 agosto 1268.\nSANT’AMADIO : Possiamo dire che nel gruppo dei Sette egli era come la fiamma che dava calore a tutti con la sua grande carità che si alimentava dell’amore di Dio. Il suo nome\, Ama-Dio\, fu un vero presagio\, segno della ricchezza della sua vita spirituale e di carità. Morì il 18 aprile 1266.\nSAN SOSTEGNO E SANT’UGUCCIONE : Di questi due Santi si ricorda in particolare la loro amicizia\, tanto che l’iconografia li rappresenta insieme\, e la morte\, avvenuta per ambedue lo stesso giorno e anno ( 3 maggio 1282) è come un segno e un sigillo di autenticità del cielo alla loro fraternità.\nNel gruppo dei Sette\, essi rimangono dunque come simbolo di fraternità vissuta in comunione di vita e di intenti\, ma anche come segno specifico di amicizia che\, se vera e gratuita\, da Dio è ispirata e reciprocamente aiuta a salire a Dio.\nSANT’ALESSIO: Della famiglia dei Falconieri\, zio di Santa Giuliana\, esempio fulgido di umiltà e purezza. La sua vita fu una continua lode a Dio. Amava andare per la questua\, impegnandosi specialmente a sostenere i suoi frati mandati a studiare alla Sorbona di Parigi. È morto all’età di 110 anni il 17 febbraio 1310. (Fonte: Santi e beati) \n  \nPreghiera ai 7 Santi Fondatori \n“A voi veniamo\, nostri Padri antichi\, come figli\, discepoli\, amici\, per apprendere da voi\, immagini vive di Cristo\, come si ami Dio sopra ogni cosa e per i fratelli si spenda la vita; come il perdono vinca l’offesa e con il bene si ricambi il male; come al bisognoso si tenda la mano\, dell’afflitto si lenisca la pena\, il cuore si apra all’amico; come insieme ricostruisca la casa\, e nella dimora paterna si viva\, un cuor solo e un’anima sola. Ci accompagni\, Padri nostri\, il vostro esempio di comunione fraterna e di servizio a santa Maria\, e ci sostenga la vostra intercessione e la materna protezione di Nostra Signora\, oggi e in ogni tempo della nostra vita.” \nAmen \n 
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SUMMARY:TEMPO DI NATALE - Dicembre 2018
DESCRIPTION:TEMPO DI NATALE\nLunedì 24\nore 23\,15 Veglia di preghiera\na mezzanotte EUCARISTIA \nMartedì 25\nNATALE DEL SIGNORE\nOrario delle messe:\nmattina ore 8\,00-10.00\,11\,30\npomeriggio 16.30 rosario ore 17 messa \nMercoledì 26 Festa di S. Stefano. L’orario delle messe è festivo\nDomenica 30 Festa della Sacra famiglia \nLunedì’ 31 ore 17\,00 inno di ringraziamento\nOre 21\,30 Veglia di preghiera \nMartedì 1 gennaio 2019\nFesta della B.M: Vergine Maria madre di Dio\nGiornata della pace\nl’orario delle messe è festivo \n———————————————————————————————–\nAvvento di solidarietà Le offerte che verranno raccolte saranno destinate ai nostri fratelli dell’INDIA\n————————————————————————-\nIl libro del mese \nIl cammino dell’uomo di Martin Buber ed. Qipajon\n… è quanto di più bello io abbia letto. Lascerò che questo dono così prezioso e inesauribile mi parli ancora molto spesso…\n(Hermann Hesse)
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SUMMARY:Ritiro Spirituale - 22/23 Dicembre 2018
DESCRIPTION:RITIRO SPIRITUALE\n(Aperto a tutti) \nTema “La paura”\nSabato 22 ore 18\,00incontro con  il dott.Leonardo Borchi sul tema:\n”Da dove nasce la paura?”. \nOre 19\,30 cena a sacco .\nCondivisione dei cibi portati dai partecipanti.\nOre 21\,00 Concerto offerto dal comune di Vaglia . \nDomenica 23 ore 9\,30 fra Stefano Mazzoni  sul tema “la paura nella Bibbia”\nOre 11\,30 eucaristia\nOre 13.00 pranzo  a sacco
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SUMMARY:Pellegrinaggio a Montesenario - 2 Dicembre 2018
DESCRIPTION:Pellegrinaggio a Montesenario\nDomenica 2 Dicembre 2018 Prima domenica dell’Avvento\n\nA/R 14 km\nTempo previsto comprensivo di soste: ore 5 \nVETTOVAGLIAMENTO: Piccoli generi di conforto (cioccolata\, frutta secca\, miele\, sali minerali). Acqua.\nABBIGLIAMENTO: Medio da trekking\, scarponcini (no scarpe ginniche)\, giacca a vento\, K Way\, una sciarpa\, guanti e un cappello di lana. Dato che partiremo con i primi chiarori del mattino\, conviene dotarsi anche con una piccola torcia. La mappatura della la zona è rilevata su cartografia dei sentieri e rifugi\, scala topografica 1:25000 nn. 26/27 (Dintorni di Firenze e Mugello). Edizioni Multigraphic\nNOTE: Il pellegrinaggio è stato proposto da Padre Ferdinando cell.: 3392878018. Per motivi tecnici non saranno ammessi animali. Gli accompagnatori non assumono alcuna responsabilità nei confronti dei Partecipanti per ogni eventuale incidente od infortunio che dovesse verificarsi prima\, durante o dopo l’escursione per negligenza o mancato rispetto delle indicazioni fornite. Accompagnatori: Umberto Marmugi – Gianluca Paladini – Rossella Onorati. \nPrenotazioni e informazioni:\nUmberto cell. 3381083785\, Gianluca cell. 3400934918. \nPROGRAMMA:\nDOMENICA 2 dicembre 2018\nOre 5\,00 ritrovo presso IL CIMITERO DI CAMPOMIGLIAIO.\nUna breve preghiera Ore 5\,15 partenza\nDurante il percorso ci saranno tre tappe:\n– la prima presso il podere PINZIBERTI;\n– la seconda a Badia di BONSOLLAZZO;\n– la terza AI PIEDI DI MONTE SENARIO di fronte all’edicola della Madonna\nsi sale recitando il S. Rosario;\n– Ore 8\,00 santa messa;\n– Ore 8\,45 colazione;\n– Ore 9\,45 incontro sul tema: Maria donna dell’attesa” \n—–AVVISI—–\nDurante il percorso ci sarà una macchina per pronto intervento. * Se dovesse piovere si salirà in macchina. \nDETTAGLIO DEL PROGRAMMA\nRitrovo al Circolino di Campomigliaio (S. Piero a Sieve) alle ore 5.00 e partenza alle 5.15\, dove svolteremo a destra; subito dopo aver attraversato il ponte della ferrovia percorriamo una strada stretta con un piccolo ponte che attraversa il torrente Garza e proseguiamo ancora per un po’ in salita fino a scorgere sulla destra il parcheggio del cimitero di Campomigliaio.\nQui faremo la preghiera alla madonna che ci illumini la via del nostro pellegrinaggio. Il punto di Partenza è situato a m. 246 s.l.m. Teniamo la destra in direzione Sud per il sentiero n. 60\, che sale costeggiando campi incolti\, fino a raggiungere la casa colonica di Poderuzzo; dopo un centinaio di metri ci teniamo sulla sinistra (direzione sud-est) con il sentiero Cai 00 (Via degli Dei)\, i segni in bianco e in rosso si distinguono bene su un traliccio in cemento. La strada prosegue per un lungo tratto in salita fino a raggiungere il Podere Pinziberti\, m 425\, punto di confine fra Vaglia e San Piero a Sieve\, qui faremo la seconda sosta con un minuto di riflessione accompagnato da una preghiera. Si continua salendo fino al crocevia segnato 00 (via degli Dei)\, da qui la strada si riduce a un sentiero campestre che si inoltra nel bosco misto di quercia e palina\, fino a collegarci con la strada della Tassaia\, a sinistra in direzione est\, si prosegue per Badia del Buonsollazzo\, m. 541 (punto panoramico)\, con vista sul territorio del Mugello e sul lago di Bilancino. Qui avremo modo di fare anche un piccolo spuntino con una breve sosta\, si riprende il cammino sulla strada mantenendo la destra fino a scorgere l’entrata del sentiero segnato per Montesenario.\nSi sale un sentiero stretto costeggiando sulla destra il bosco di palina e sulla sinistra un piccolo torrente in secca si raggiunge la fattoria La Sodera\, proprio di fronte ad essa si apre un ampio spazio di campo che taglieremo salendo sulla sinistra di fronte alla casa\, fino a riprendere il nostro sentiero 00 Fi-Bo (Via degli Dei). Si continua ancora per un breve tratto in salita fino a raggiungere il crocevia di Porticciola\, m. 687\, segnato con una Croce che collega i comuni di Firenze-Vaglia-Borgo S. Lorenzo teniamo la stessa direzione che tende a salire. Da qui poi ci dirigiamo verso il Tabernacolo dedicato alla Madonna\, dove ci fermeremo per fare una preghiera di ringraziamento\, è l’ultimo accesso che ci porta diretti al Santuario\, dove ci aspetta padre Nando\, pronti per assistere alla funzione della SS. Messa delle ore 8; verso le 8.45 ci aspetta la colazione ospiti dei Frati che ci riserveranno nel proprio cenacolo; alle 9.45; il programma prosegue con l’incontro dal Tema “Avvento tempo di speranza”. organizzato da Padre Nando. Verso le ore 10\,30 ci congediamo con un arrivederci alla prima domenica di Quaresima. Si riprende il cammino si ritorna sui nostri passi in direzione di Porticciola e poi giù a ripercorrere il sentiero che avevamo percorso in salita. \nCANTA E CAMMINA\nVerso  MONTE SENARIO per iniziare l’avvento \nTi lanciamo una sfida\nE’ tradizione che un piccolo gruppo di amici iniziano i tempi forti dell’anno liturgico (Avvento e Quaresima) con un pellegrinaggio a piedi da Campomigliaio a Monte Senario (14 km ) con andata e ritorno. La comunità dei frati di Monte Senario desidera mantenere viva questa tradizione\, partecipare attivamente all’organizzazione e dare un’accoglienza fraterna ai pellegrini \n  \n 
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DESCRIPTION:Monte Senario Sacro Eremo\nCorso di Doratura e Iconografia Dal 9 al 17 Settembre 2018\nIl corso prevede la doratura a finti smalti e la crittografia per le vesti \nPer Informazioni:\nGrazia Sgrilli\ngraziasgrilli@tiscali.it \nBruno Wilson\nT. 3203609589
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SUMMARY:ESERCIZI SPIRITUALI
DESCRIPTION:ESERCIZI SPIRITUALI\nData 27 agosto 1 settembre\nTema: “Gesù maestro di preghiera”.\nRelatore p. Giancarlo Bruni.
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SUMMARY:CONCERTO IN  TERRAZZA
DESCRIPTION:Sabato 25 agosto\nalle ore 21\,00 nella terrazza del convento avrà luogo un concerto con arpa antica e con flauto traverso .\nNannini Federico \,flauto e Riccardo Biffoli \, arpa .
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SUMMARY:AD UNUM di Francesco Landucci
DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra\nAd Unum\ndi\nFRANCESCO LANDUCCI.\nL’itinerario creativo di Francesco Landucci\, artista toscano\, attivo nell’ambito del restauro e del recupero di elementi geologici e paleontologici per l’Università degli studi di Firenze\, città dove vive\, si caratterizza per un lavoro prezioso e certosino utilizzando il cristallo e la cellulosa per compiere una metamorfosi della materia che assume forma come impronta o sigillo di significanza simbolica.\nDa anni\, infatti\, realizza opere che\, come sostenevo nel 2007 in occasione di una mostra\, ‘trasudano nella loro materialità l’urgenza dell’essenza e la tensione della ricerca nella natura di una traccia del trascendente’. Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. Alessandra Scappini \n 
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DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra\nAd Unum\ndi\nFRANCESCO LANDUCCI.\nL’itinerario creativo di Francesco Landucci\, artista toscano\, attivo nell’ambito del restauro e del recupero di elementi geologici e paleontologici per l’Università degli studi di Firenze\, città dove vive\, si caratterizza per un lavoro prezioso e certosino utilizzando il cristallo e la cellulosa per compiere una metamorfosi della materia che assume forma come impronta o sigillo di significanza simbolica.\nDa anni\, infatti\, realizza opere che\, come sostenevo nel 2007 in occasione di una mostra\, ‘trasudano nella loro materialità l’urgenza dell’essenza e la tensione della ricerca nella natura di una traccia del trascendente’. Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. Alessandra Scappini \n 
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Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. 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SUMMARY:MOSTRA DELLO SCULTORE NICCOLÒ NICCOLAI
DESCRIPTION:L’arte per la vita di vita.\nTra la felicità del disegno e il tormento del colore.\nVerrà inaugurata il sabato 4 agosto alle ore 18\,30 e rimarrà aperta fino al 27 agosto.
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Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. 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SUMMARY:IN ATTESA DELL’ASSUNTA
DESCRIPTION:Dal 1 al 13 agosto ogni sera alle ore 21.15\nnel Santuario celebrazioni mariane per la quindicina di agosto con\n“Canoni Paracletici” della liturgia bizantina.
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DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra\nAd Unum\ndi\nFRANCESCO LANDUCCI.\nL’itinerario creativo di Francesco Landucci\, artista toscano\, attivo nell’ambito del restauro e del recupero di elementi geologici e paleontologici per l’Università degli studi di Firenze\, città dove vive\, si caratterizza per un lavoro prezioso e certosino utilizzando il cristallo e la cellulosa per compiere una metamorfosi della materia che assume forma come impronta o sigillo di significanza simbolica.\nDa anni\, infatti\, realizza opere che\, come sostenevo nel 2007 in occasione di una mostra\, ‘trasudano nella loro materialità l’urgenza dell’essenza e la tensione della ricerca nella natura di una traccia del trascendente’. Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. Alessandra Scappini \n 
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SUMMARY:TRE GIORNI PER COPPIE SPOSATE Giugno 2018
DESCRIPTION:Tre Giorni Per Coppie Sposate.\nIl tema è “Elogio dell’amore imperfetto”.\n\n\n\n\n\n\n\n\nDalle ore 16\,00 del venerdì 7 alle ore 14\,00 della domenica 8 luglio.\nIl tema è “Elogio dell’amore imperfetto”.All’inizio dell’incontro concorderemo insieme il programma.\nRelatori:\n1. Lintner Prof. Dr. Martin\, servo di Maria\, professore di morale.\n2. prof. Leonardo Borchi\, psicologo.\nPer informazioni: p. Nando Perri tel 333.92878018
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SUMMARY:INCONTRI A MONTESENARIO SABATO 28 LUGLIO
DESCRIPTION:Incontri a Monte Senario.\nCiclo di riflessioni: “Homo Viator”. Il viaggio come metafora della vita.\n\n\n\n\n28 luglio Viaggio: paradigma della vita umana.\nFra Ermesa Ronchi\, teologo frate sevo di Maria. \n\n\n\n\n\n\n\n\nPer informazioni rivolgersi a: Sacro Convento di Monte Senario: Via Montesenario\, 3474/A\n50036 VAGLIA – FI\nTel. 055-40.64.41/2 – Fax 055-40.65.54.
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DESCRIPTION:Inaugurazione della mostra\nAd Unum\ndi\nFRANCESCO LANDUCCI.\nL’itinerario creativo di Francesco Landucci\, artista toscano\, attivo nell’ambito del restauro e del recupero di elementi geologici e paleontologici per l’Università degli studi di Firenze\, città dove vive\, si caratterizza per un lavoro prezioso e certosino utilizzando il cristallo e la cellulosa per compiere una metamorfosi della materia che assume forma come impronta o sigillo di significanza simbolica.\nDa anni\, infatti\, realizza opere che\, come sostenevo nel 2007 in occasione di una mostra\, ‘trasudano nella loro materialità l’urgenza dell’essenza e la tensione della ricerca nella natura di una traccia del trascendente’. Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. 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SUMMARY:INCONTRI A MONTESENARIO SABATO 21 LUGLIO
DESCRIPTION:Incontri a Monte Senario.\nCiclo di riflessioni: “Homo Viator”. Il viaggio come metafora della vita.\n21 luglio Da praticanti e pellegrini\, il viaggio della Chiesa.\nBrunetto Salvarani\, teologo saggista. \n\n\n\n\nPer informazioni rivolgersi a: Sacro Convento di Monte Senario: Via Montesenario\, 3474/A\n50036 VAGLIA – FI\nTel. 055-40.64.41/2 – Fax 055-40.65.54.
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Lo stretto legame che stabilisce tra la ricerca scientifica e artistica si manifesta chiaramente anche in questa esposizione in cui ogni opera è pensata in seguito alla visita al monastero di Montesenario e progettata appositamente\, come lavoro site specific. “L’idea di progettare opere contestuali al luogo è sempre affascinante\, ma impegnativo”\, sottolinea l’artista\, che trae suggestioni da ogni spazio visitato\, così da proporre un autentico percorso per tappe\, dalla Cappella Puccini\, alla piccola corte all’aperto fino alla grotta\, procedendo secondo un attraversamento che invita a compiere un itinerario di conoscenza. “Fin da subito – ha detto l’artista – certi luoghi mi hanno parlato\, cioè ho sentito una particolare attrattiva […]la Cappella Puccini – in cui – appena entrato ho visto al centro l’albero in cristallo – e – subito è sopraggiunta un’altra – visione – un grande manto della vergine in cristallo come se fosse un’apparizione”.\nIl suo riferimento alla Madonna della Misericordia\, che ricorda l’opera somma di Piero della Francesca si trasferisce in forma vitrea come materia viva accogliente\, un mantello di luce che riflette l’universo creato e infinito\, come le mani di cristallo disposte nella corte aperta\, che riflettono e ‘accolgono’ il cielo\, che coinvolgono il visitatore\, stimolato a riflettere\, a vedere in quelle mani l’impronta di se stesso e del divino\, così da sentirsi partecipi del Tutto. Ognuno può cogliere quella congiunzione armonica tra anima individuale e anima mundi\, quella totalità cui ogni essere dovrebbe aspirare per raggiungere l’armonia interiore. Sentirsi in contatto con l’universo\, sentirsi ‘fibra’\, per utilizzare una parola ungarettiana\, ritrovando nella pasta di vetro intrisa di luce un segno\, una via\, per proseguire verso la certezza di fronte all’incertezza e alla vanità del mondo immanente. Quest’ultimo è espresso dall’artista tramite ulteriori forme che emergono nel labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere negli infiniti percorsi emblemi come il serpente\, lo sguardo inquietante di un uccello che veglia\, alla continua ricerca\, come occhio vigile sul mondo\, aspirando alla veggenza e alla rivelazione\, gli alberi dell’Eden\, l’universo brulicante del paradiso terrestre e della vita ordinaria in cui tentare di risorgere e ritrovare i germi del vivente. Così\, tra lastra e lastra cristallina\, nella cellulosa impressa da cui emerge una trama di segni\, si apre il libro della sapienza\, a mostrare il viaggio della vita come ricerca costante di se stessi\, sospesi precariamente tra terra e cielo\, scegliendo al bivio un itinerario percorribile\, spesso tortuoso e difficile\, dal momento che implica la lotta con il proprio sé e la resistenza\, per giungere alla scoperta\, all’illuminazione possibile\, scavando addentro una traccia\, seguendo con lo sguardo un frammento per scoprire incommensurabili punti di riferimento\, come autentiche coordinate cosmiche. ‘Nello scontro tra razionalità e desiderio del disvelamento\, tra mente e spirito\, l’artista – menzionavo nel 2007 – predilige il secondo per innestare un percorso che racchiude il mistero della vita e della morte\, così nei bagliori del cristallo come nelle trame della carta\, che invitano a toccare\, a palpare\, a trovare vie percorribili nell’attesa di giungere ad un porto\, di cogliere nel mosaico di segni il cibo sapienziale’\, in questo caso il calice\, al culmine del percorso dell’eroe cercatore che riesce nell’ansia della scoperta a trovare il sacro Gral. Una lacrima cristallina stilla nella coppa\, emblema del conflitto interiore\, della contrizione emozionale\, della passione\, della ‘pietas’. Nella grotta due cristalli color ambra che sembrano scavati nelle pareti di un incavo roccioso\, baluginano lasciando tra loro uno spazio esiguo per un albero\, come un germoglio che fuoriesce da uno spiraglio\, come a sorreggerlo\, a proteggerlo\, ad alimentarlo. Sono presenze in cui si percepisce il soffio della vita; nel generarsi della forma\, si sprigiona un’emozione; la materia respira e non rimane inerte\, alla ricerca di una compiutezza\, e nel passaggio all’ ‘atto’ dalla ‘potenzialità’ aristotelica\, esprime il palpito della vita\, ‘esige’\,come desiderio potente che si svela\, il contatto con l’Assoluto. \nFrancesco Landucci offre così la possibilità di accompagnare l’osservatore in un percorso di scavo interiore alla scoperta di se stessi\, per una presa d’atto: la presenza della luce come illuminazione imperitura per la conoscenza. 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SUMMARY:INCONTRI A MONTESENARIO SABATO 14 LUGLIO
DESCRIPTION:Incontri a Monte Senario.\nCiclo di riflessioni: “Homo Viator”. Il viaggio come metafora della vita.\n14 luglio Viaggio. L’Esodo.\nDon Luca Mazzinghi – presidente dell’Associazione biblica italiana. \n\n\n\n\nPer informazioni rivolgersi a: Sacro Convento di Monte Senario: Via Montesenario\, 3474/A\n50036 VAGLIA – FI\nTel. 055-40.64.41/2 – Fax 055-40.65.54.
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SUMMARY:INCONTRI A MONTESENARIO SABATO 7 LUGLIO
DESCRIPTION:Incontri a Monte Senario.\nCiclo di riflessioni: “Homo Viator”. Il viaggio come metafora della vita.\n7 Luglio. Curanti e curati\, pellegrini dell’anima.\nGiuliana Fabris\, psicoterapeuta. \n\n\n\n\n\n\n\n\nPer informazioni rivolgersi a: Sacro Convento di Monte Senario: Via Montesenario\, 3474/A\n50036 VAGLIA – FI\nTel. 055-40.64.41/2 – Fax 055-40.65.54.
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SUMMARY:SABATO 30 GIUGNO
DESCRIPTION:Incontri a Monte Senario.\nCiclo di riflessioni: “Homo Viator”. Il viaggio come metafora della vita.\n30 giugno Viaggio nelle profondità.\nLa tradizione della paternità-maternità.\nGiancarlo Bruni\, teologo frate sevo di Maria. \n\n\n\n\n\n\n\n\nPer informazioni rivolgersi a: Sacro Convento di Monte Senario: Via Montesenario\, 3474/A\n50036 VAGLIA – FI\nTel. 055-40.64.41/2 – Fax 055-40.65.54.
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SUMMARY:Corso di Iconografia Giugno 2018
DESCRIPTION:Monte Senario Sacro Eremo\nCorso di Iconografia Dal 18 al 28 Giugno 2018\nPer Informazioni:\nGiovanni Raffa e Laura Renzi\nT. 3284894808\nstudio@loscriptorium.it \nBruno Wilson\nT. 3203609589
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SUMMARY:SABATO 16 GIUGNO
DESCRIPTION:16 ore 9\,30 terzo Incontro sul tema:\n“Strutture per il governo del paesaggio”. Gruppo di lavoro di Vaglia:\nLa grande viabilità\, idrografia e acquedotti\, la costruzione della ferrovia.\nPaplo Gennai:\nIl ruolo della borghesia dei piccoli centri toscani.\nVincenzo Mordini:\nLe grandi trasformazioni forestali attuate sul territorio di Bivigliano e dell’organizzazione produttiva della fattoria Pozzolini: rotazioni\, introduzioni di nuove varietà di uva da vino\, etc. \nAll’interno di ciascun incontro uno spazio per accrescere l’interesse dei presenti (degustazione di piatti o prodotti) e\, il giorno successivo\, una camminata verso i luoghi legati al tema dell’incontro. \n\n\n\n\n 
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SUMMARY:DOMENICA 27 MAGGIO
DESCRIPTION:VIII° edizione della Giornata Nazionale ADSI\n(associazione dimore storiche italiane).\nAl mattino e al pomeriggio visita guidata della chiesa\, convento\, grotte di Monte Senario. \n\n\n\n\n 
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SUMMARY:SABATO 19 MAGGIO
DESCRIPTION:Ore 9\,30 secondo Incontro sul tema:\n“La costruzione del paesaggio moderno”. \nGiuseppina Carla Romby\, Università di Firenze:\n“Le grandi proprietà terriere del territorio di Vaglia fra il XVII e XVIII secolo.” \nGabriele Baldi\, fra Stefano Viliani\, Ordine dei Servi di Maria:\n“I beni del monastero nel XVII e XVIII secolo.” \nStefania Lombardo\, Università di Firenze:\n“Le sperimentazioni agronomiche nella costruzione del paesaggio.” \n  \n\n\n\n\n 
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